Come utilizzare il telecomando di un climatizzatore Mitsubishi

È sempre il tempo giusto per regolare le temperature e renderle ideali, è tempo di aria pulita e salubre: il condizionatore è ormai montato ed aspetta solo di essere avviato per rendere gli ambienti perfettamente adeguati alle nostre esigenze.

E, allora, non resta che prendere il telecomando del condizionatore Mitsubishi Electric ed inviare i giusti comandi.

Ma come? Vediamolo insieme, passo dopo passo.

Come utilizzare il telecomando: il procedimento

  1. BATTERIE: La prima operazione da compiere riguarda l’inserimento delle batterie all’interno dell’apparecchio.

– Aprire lo sportellino frontale esercitando una leggera pressione fino a quando non si sgancerà completamente,

– Inserire le batterie seguendo le indicazioni relative ai poli.

– Richiudere lo sportellino, riagganciandolo all’apparecchio.

  1. ACCENSIONE/SPEGNIMENTO: per avviare queste operazioni dovrà essere usato il tasto di colore giallo, posto a destra del telecomando.

– Premere il tasto per procedere all’accensione del climatizzatore che sarà accompagnata da un segnale acustico, al quale seguirà l’apertura delle alette poste sullo Split, responsabili dell’uscita dell’aria.

– Per spegnere l’apparecchio, premere nuovamente una volta il tasto giallo.

  1. REGOLAZIONE TEMPERATURA: i tasti dedicati all’aumento o alla diminuzione della temperatura sono grigi e sono posti al centro ed alla sinistra del telecomando.
  • Se si desidera aumentare i gradi all’interno dell’ambiente in cui è posto il climatizzatore, basterà premere il tasto centrale tante volte quanti sono i gradi in più desiderati.
  • Se, invece, si preferisce una temperatura più bassa, bisognerà premere il tasto grigio a sinistra, seguendo la stessa tecnica.

N.B.: sul display sono indicati i gradi e, cliccando sul segno “+” o su quello “-“ indicati sul telecomando, sarà possibile verificare in tempo reale il cambio di temperatura e scegliere i gradi che meglio rispondono alle proprie esigenze. Per ogni grado aumentato o diminuito, il climatizzatore darà di volta in volta conferma emettendo un suono corrispondente ad un “bip”.

  1. CAMBIO IMPOSTAZIONI: facendo scorrere lo sportellino verso il basso ci sono altri tasti, quali:
  • MODE: cliccando il tasto si potrà scegliere la modalità su cui impostare il climatizzatore e quindi raffreddamento, deumidificazione o riscaldamento (rispettivamente indicati – in alto a sinistra – dal simbolo della neve, di una goccia o del sole)
  • FAN: questo tasto è responsabile della velocità del climatizzatore e più volte sarà premuto, maggiore sarà la sua potenza.
  • VANE: grazie a questo pulsante, invece, potrà essere regolata l’inclinazione delle alette del climatizzatore che verrà rappresentata sul display.

Pompa di calore nei climatizzatori: cosa è e come funziona

I climatizzatori sono, spesso e volentieri, una soluzione eccellente per creare la temperatura perfetta e aria pulita e salutare.

Gli impianti di climatizzazione con pompa di calore svolgono la propria attività basandosi su un meccanismo elettronico che – automaticamente – gestisce sia la rotazione del compressore (determinandone l’aumento o la diminuzione) sia i cambi di potenza e velocità.

Quindi, grazie alla pompa di calore viene impiegata l’energia elettrica per causare lo spostamento di aria da una sorgente caratterizzata da basse temperature ad un’altra per la quale – contrariamente alla prima – la temperatura è elevata.

Pertanto, nel momento in cui la temperatura all’esterno diminuisce, la pompa di calore lavora aumentando la velocità di rotazione del compressore e, in tal modo, garantisce che la minore resa termica vanga compensata.

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Al contrario, quando i gradi aumentano, la potenza verrà adattata al reale bisogno termico e, quindi, si riducono anche i consumi.

È facilmente deducibile che i sistemi di climatizzazione con pompa di calore siano la migliore opzione sul mercato per dotarsi di un impianto superiore – per prestazioni e funzioni – ai più classici sistemi composti da un abbinamento tra caldaia e condizionatore.

Peraltro, c’è una valvola che provvede a far funzionare l’impianto in base alle esigenze dell’utente: in estate verrà messa in circolo aria fresca, nella stagione invernale – invece – aria riscaldata e, quindi, si alterneranno anche le funzioni di evaporazione e condensazione.

Il vantaggio principale è che, in tal modo, lo stesso sistema può svolgere funzioni opposte del riscaldamento e della refrigerazione e può, anche, fungere da caldaia, permettendo di disporre di acqua calda.

Quali sono i consumi della pompa di calore?

Ovviamente, la funzionalità degli impianti con pompa di calore è garantita dall’energia elettrica, la cui misurazione è espressa in kWh.

Il consumo, quindi, è variabile e si basa sulla potenza dei circolatori e del compressore in riferimento all’utilizzo della pompa di calore.

Nello specifico, considerando una pompa di calore caratterizzata da tecnologia inverter, i consumi possono oscillare tra i 600 e i 1000 kW se il riscaldamento avviene a bassa temperatura mentre, in caso contrario, si parla di valori compresi tra i 1000 e 1400 kW per la produzione dell’acqua calda.

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Consumi elettrici: da cosa dipendono?

Il consumo di energia elettrica varia in base a determinate condizioni, da valutare nel loro insieme.

Infatti, i fattori che causano un consumo piuttosto che un altro riguardano la presenza o meno di un cappotto esterno all’abitazione, il tipo di isolamento dello stabile, la funzionalità dell’impianto e la sua efficienza e, tra quelli principali, ricordiamo anche il cambiamento della temperatura interna che incide moltissimo sui consumi.

Per questo motivo è consigliabile mantenere una temperatura stabile ed evitare i cambiamenti repentini e frequenti, in modo da risparmiare dal punto di vista energetico, stesso modo, il consumo è maggiore se la temperatura esterna è particolarmente bassa ed inferiore se è alta.

Naturalmente queste variabili devono essere considerate nel complesso e determinanti saranno le interazioni tra l’una e l’altra.

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Climatizzatori: Agevolazioni fiscali per ristrutturazioni con risparmio energetico

Quali sono le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie con risparmio energetico?

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto interessanti novità e ha prorogato le detrazioni fiscali al 50% sulle ristrutturazioni edilizie e sul risparmio energetico al 65% (Ecobonus).

Tra le più interessanti novità è stato introdotto l’obbligo di comunicare all’ENEA le informazioni degli interventi di ristrutturazione edilizia e impiantistica, che comportano un risparmio energetico.

Quali sono gli interventi che consentono di godere di un’agevolazione fiscale a seguito dell’utilizzo di fonti rinnovabili di energia?
Scopriamo in questa guida fiscale quali sono gli interventi e i lavori che possono beneficiare delle detrazioni fiscali 65% sul risparmio energetico.

Detrazioni fiscali 65% sul risparmio energetico: quali interventi possono beneficiarne?
L’Agenzia delle Entrate ha approntato la Guida che raccoglie tutte le informazioni relative alle agevolazioni fiscali per lavori di risparmio energetico.
Le Detrazioni fiscali al 65% sono beneficiabili dai contribuenti che eseguono i seguenti lavori.

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Interventi di sostituzione impianti di climatizzazione invernale.

È possibile beneficiare della detrazione fiscale al 65% per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A. Scopri la nostra offerta per rottamare il tuo vecchio climatizzatore.
Inoltre, per poter godere dell’agevolazione fiscale è necessario installare contestualmente anche i sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII.
Le agevolazioni fiscali per lavori di risparmio energetico sono concesse per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori d’aria calda a condensazione.
Parimenti, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione.
La detrazione spetta fino ad un massimo di 30.000 euro ed è applicabile agli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione.
Per beneficiare di questa agevolazione è necessario che ci sia la contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.

Interventi di installazione di impianti pannelli solari termici

La detrazione fiscale per ristrutturazioni edilizie con risparmio energetico spetta per i contribuenti che eseguono lavori ed interventi d’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda per usi domestici.
Tale agevolazione fiscale è beneficiabile da parte dei privati, ma anche da parte delle aziende e degli enti pubblici (Università, case di ricovero e di cura, strutture sportive, etc.).
Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro.
Quello che non tutti sanno è che le agevolazioni fiscali riguardano anche la riqualificazione dell’illuminazione con impianti a led, possiamo approfittare dei contributi per sostituire le vecchie lampadine con faretti e lampadari di nuova generazione, compreso l’illuminazione wireless, rigorosamente a led.

Interventi di acquisto e posa di micro-cogeneratori

Si può fruire fino ad un tetto massimo della detrazione fiscale di 100.000 euro se si acquistano micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti.
Per beneficiare di questa agevolazione, è necessario che gli interventi producano un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%.

Interventi di riqualificazione energetici di edifici esistenti

Sono previste agevolazioni fiscali anche per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno energetico annuo inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in tabella.
Il valore massimo della detrazione è pari a 100.000 euro

Deumidificazione, una funzione essenziale per i climatizzatori

La deumidificazione costituisce una funzione molto importante per ogni genere di climatizzatore. Si tratta di un’opzione che può essere sbloccata per diverse modalità d’utilizzo, che consente all’aria condizionata di circolare nel modo migliore all’interno di un determinato ambiente. Scopriamo insieme le caratteristiche principali di questa funzionalità specifica.

Come attivare la funzione di deumidificazione di un condizionatore

In generale, la deumidificazione dell’aria viene attivata con un processo molto semplice e rapido. Tale opzione agisce in perfetta coordinazione con la modalità di raffrescamento. Con l’ausilio di un’apposita ventola, l’aria viene trasportata dalla parte interna del condizionatore ed aspirata. Quindi, viene convogliata verso una sequenza di tubi di raffreddamento insieme al fluido che serve a refrigerare un qualsiasi ambiente.

Il processo viene attuato anche grazie all’azione della pressione di vapore, che tende a diminuire nel caso in cui la temperatura complessiva si abbassi. Il vapore acqueo inizia a condensare quando entra in contatto con i tubi e l’acqua generata viene rivolta verso l’esterno mediante il tubo di scarico, e quindi filtrata e reintrodotta nell’ambiente circostante. Per fare in modo che l’operazione venga portata a termine nella maniera migliore possibile, è essenziale lasciare lo stesso tubo di scarico in pendenza ottimale per consentire all’acqua di defluire mediante un processo naturale, senza alcuna forzatura.

climatizzatori mitsubishi serie ZEN
climatizzatori Mitsubishi serie ZEN

Quando utilizzare la deumidificazione

Il sistema di deumidificazione installato all’interno di un condizionatore va attivato in determinate condizioni climatiche, ricordiamo che nei climatizzatori Mitsubishi è presenta la funzione di deumificazione. Ad esempio, quando si è costretti a risiedere in una situazione di alta percentuale di umidità, la sudorazione fa molta fatica ad evaporare. In una circostanza del genere, un deumidificatore contribuisce a migliorare la qualità dell’aria, immergendo il fruitore in un clima di sostanziale comfort con temperature maggiormente miti.

Lo stesso discorso è valido se si ha a che fare con una forte umidità notturna. Tuttavia, in tali casi, non dovrebbe essere accesa questa opzione con una potenza troppo elevata, dato che potrebbe causare una disidratazione. Chi ha intenzione di garantire ad una qualsiasi stanza condizioni ideali, potrebbe attuare prima la deumidificazione e poi il sistema di raffreddamento. La procedura inizierebbe con lo scopo di abbassare la temperatura effettiva percepita. Quindi, dopo circa mezz’ora o un’ora di azione, la temperatura dell’aria condizionata può essere abbassata di 2 o 3 gradi rispetto a quella effettiva se il lavoro del climatizzatore non è stato soddisfacente.

Infine, può succedere che un condizionatore settato con troppa potenza sia in grado di causare qualche crampo o problema muscolare. In determinate circostanze, il deumidificatore viene in soccorso perché in grado di rendere l’aria più pulita ed equilibrata senza causare alcun tipo di contrattura. Il climatizzatore va ruotato in un verso opposto rispetto a quello dell’utente, che quindi non viene colpito in modo diretto dalla sua azione rinfrescante.

I vantaggi derivanti da questo particolare accorgimento

La funzione di deumidificazione garantisce una serie di vantaggi pratici tutti da tenere in considerazione. Come già detto in precedenza, è sufficiente schiacciare un bottoncino per rendere l’atmosfera più salubre, riducendo al minimo la percentuale di umidità all’interno di un determinato ambiente.

A tutto ciò bisogna aggiungere un notevole risparmio di energia, con un conseguente abbattimento dei consumi. In particolare, nel corso dei primi 30 minuti di funzionamento, è possibile usufruire di una minore dispersione energetica. In ogni caso, è l’utilizzo che si ha intenzione di fare dell’elettrodomestico a fare la differenza, con la chance di ridurre al minimo malanni come bronchite, faringite, influenza, raffreddore e febbre. Infine, per usufruire fino in fondo dei punti di forza di un deumidificatore, è necessario eseguire la manutenzione del climatizzatore con una certa regolarità, evitando che possano accumularsi in misura cospicua alcuni nemici della nostra salute come acari e polveri di qualsiasi genere.

BTU: cosa sono e quanti ne servono per ogni stanza

BTU è la sigla di British Thermal Unit e serve ad indicare la potenza effettiva di un condizionatore, unita alla sua capacità di alimentare al meglio una qualsiasi abitazione. Entriamo nei particolari e scopriamo insieme di cosa si tratta e qual è la quantità adatta per un’intera casa, a seconda della sua superficie.

Che cosa sono i BTU

La definizione dei BTU è piuttosto semplice, in linea di massima. Essi corrispondono all’unità di misura relativa alla potenza di un impianto funzionante tramite l’aria condizionata. Che si tratti di un apparecchio mirato al riscaldamento o al raffreddamento di una determinata area, il valore sul quale ci si basa è lo stesso, specialmente se l’impianto funziona con l’ausilio di una pompa di calore. Maggiore è il valore dei BTU, superiore sarà la potenza di ciascun macchinario, con una capacità sempre crescente di coprire superfici di diversi metri quadrati senza alcun genere di limitazione.

Come calcolare i BTU in base ai metri quadrati

Un qualsiasi inverter o condizionatore si caratterizza per una determinata forza rifrescante o riscaldante. Ciascuna abitazione ha a che fare con una propria situazione termica, in base alla quale si può selezionare l’apparecchio giusto per ciascuna esigenza. Non è facile calcolare i BTU con la massima precisione possibile, ma con poche e semplici dritte non è neanche così complicato. Vediamo un paio di esempi abbastanza comprensibili.

Ad esempio, se si possiede una camera da 40 metri quadrati, ossia da 10×4 metri, sarebbe altamente consigliabile affidarsi a modelli dalla potenza pari a 12000 BTU, con fascia energetica elevata e tecnologia inverter. Con tali prerogative, è possibile contenere i consumi di corrente elettrica e usufruire di un impianto funzionante in maniera uniforme.

Se invece la stanza è di 70 metri quadrati, la potenza in BTU dovrebbe essere di almeno 20000. Di conseguenza, ci vogliono due dispositivi da 12000 BTU ciascuno, tra i 7 e gli 8 kilowatt e con la chance di distribuire l’aria fresca all’interno di uno spazio maggiormente ampio.

In entrambi i casi, un parametro da non lasciare mai in secondo piano è costituito dalla temperatura della casa, che varia di ambiente e ambiente e può determinare una sensibile modifica rispetto agli elementi di carattere generale. Stiamo comunque parlando di cifre orientative, ma che possono costituire una valutazione veritiera per fare in modo che l’aria condizionata riesca a raggiungere ogni singolo punto di un determinato spazio.

I fattori aggiuntivi da tenere d’occhio per la giusta quantità di BTU

Ovviamente, i metri quadrati non sono sufficienti a determinare una quantità di BTU ideale. Diversi altri fattori sono in grado di modificare le prestazioni dell’apparecchio e nessuno deve essere tenuto in secondo piano. Scopriamo quali sono i più rilevanti:

  • La quantità di persone in una casa può giocare un ruolo fondamentale, con una maggiore diffusione dell’aria all’aumentare delle stesse.
  • L’eventuale presenza di tende ha una sua incidenza. Modelli chiari lasciano passare più calore, mentre quelle scure ovviamente di meno.
  • L’esposizione delle pareti e delle finestre al sole determina una refrigerazione più o meno potente.
  • La superficie dei soffitti va di pari passo con quella di ogni stanza, senza dimenticare altezza e spessore. Più i soffitti sono alti e spessi, più aria va fatta circolare.
  • Il tipo di illuminazione all’interno di un qualsiasi ambiente è importante perché modifica il consumo energetico.
  • Il coefficiente di isolamento termico sintetizza la predisposizione della struttura di una casa dal punto di vista termico. Se questo valore è elevato, è sufficiente meno aria condizionata.

Ad ogni modo, prima di procedere all’acquisto definitivo, è consigliabile chiedere aiuto al proprio rivenditore di fiducia, capace di indirizzare il cliente verso la scelta perfetta per le proprie necessità. Sui climatizzatori Mitsubishi è indicato in modo chiaro la potenza di ogni singolo split.

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Emilia Impianti è rivenditore ufficiale e installatore qualificato Climatizzatori Mitsubishi Electric per Modena e Reggio Emilia. Da 20 anni lavoriamo con serietà e professionalità, portando nuova aria nelle vostre case.

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